In una Club House veneta non meglio definita per il fatto che si trovava “fuori dalle mura amiche”, abbiamo beccato con la polpetta in mano dall’alto dei suoi 2 metri Angelo Volpe : il Presidente degli All Bluff. Pur lasciandogli continuare a gustarsi la polpettina, non abbiamo potuto trattenerci dall’intervistare colui che è tra i promotori del Club rugbystico che raccoglie tutti gli internettiani della Rugbylist amanti della palla ovale : dalle Alpi all’Etna.

 

Presidente che sorpresa! Permetti un’intervista?
 “Porca miseria ….. ! Non adesso che ho la polpettina in bocca !

Non importa Presidente, fa più familiarità!
Sta’ fermo tu con la macchina fotografica! Un momento!

E’ per il sito internet Fuori Meta. Deglutisci pure che parto con la prima domanda.
Com’è stato il tuo primo approccio con il rugby?

Più o meno ai tempi del liceo. Io in quel periodo giocavo a baseball da circa 8 anni e un mio amico mi convinse a giocare a rugby perché riteneva fossi sprecato a baseball. Così cominciai nelle giovanili del Petrarca, nel lontano 1971/72. Ho giocato sino al ’79 per poi fermarmi per problemi di salute. Essendo però il rugby un virus che ti entra e non esce più, sono rimasto nell’ambiente da spettatore, seguendo un po’ i programmi per le televisioni private.

Che differenze hai trovato tra il baseball ed il rugby?
In comune hanno solo il fatto che sono due sport. Per il resto sono completamente all’antitesi. Per il fatto che il baseball è uno sport che esalta le individualità, il principio è quello di uno contro tutti sebbene quell’uno faccia parte di una squadra. Il rugby invece è tutti per uno e non uno per tutti. E’ proprio il concetto filosofico che sta’ dietro ad uno sport che è completamente diverso.

Hai detto che dedichi un po’ di tempo al rugby. Ma quanto tempo dedichi realmente?
Nonostante l’età faccio parte dei Petrarchi Old Rugby Club (gli old del Petrarca, n.d.r.). Perciò ho un allenamento a settimana, poi ci sono le partite durante la stagione, qualche torneo in giro per l’Europa, come a maggio che siamo stati a Tolosa in Francia per il Golden Oldies dove sono convenuti 4.000 rugbisti da tutto il mondo. Poi c’è il rugby parlato, gustato da spettatore la domenica seguendo il Petrarca e quello tramite internet con gli All Bluff e la Rugbylist.

Ma parliamo di questi mitici All Bluff. Come sono nati e che ruolo ricopri all’interno?
Gli All Bluff sono un Club ad inviti che raggruppa tutti i giocatori di rugby che vogliono divertirsi. E’ un po’ lo spirito degli old, quindi senza agonismo ma solo per il puro divertimento. Gli All Bluff sono l’espressione di un Club che si chiama “Club del Cucchiaio di Legno”, che è nato per dare un fisicità a dei nomi che esistevano solo virtualmente nello scambio di messaggi via e-mail attraverso la Rugbylist. Centinaia di persone presenti in questa Rugbylist di cui si conosce solo il nome o addirittura il nick name, ma dietro queste firme non ci sono dei volti. Un gruppo di appartenenti a questa List ha deciso di dare una fisicità a questi nomi. Ci siamo incontrati, conosciuti e riconosciuti attraverso i nomi delle e-mail, abbiamo scoperto che si condivideva un certo spirito del mondo del rugby ed abbiamo fondato il Club affiliandolo alla F.I.R. come Club ad invito, e da qui è nata la squadra degli All Bluff. Il mio ruolo all’interno degli All Bluff è quello di Socio Fondatore insieme ad altri sei amici e amiche, i quali mi hanno eletto Presidente del Club.

Quali soddisfazioni e quali amarezze in tutto ciò?
La soddisfazione principale è quella di andare in qualsiasi città d’Italia, in qualsiasi piazza rugbistica italiana o straniera e trovare degli amici che io conosco e loro conoscono me. Questo forse è l’aspetto più soddisfacente, più esaltante di questo Club. Gli aspetti negativi sono pochi a dire la verità. Negativo, ma tra virgolette, può essere il fatto che non abbiamo possibilità di scendere in campo regolarmente, non abbiamo una squadra nostra, non partecipiamo a nessun campionato. Però questo è controbilanciato dal fatto che possiamo toglierci delle soddisfazioni quali la partecipazione al Campionato Italiano di Beach Rugby, di mettere in campo una squadra gran parte diversa ogni volta avendo giocatori provenienti da varie parti d’Italia. Questo ha fatto si che nel 2001 potessimo partecipare a varie tappe del Campionato di Beach Rugby approdando al Master Finale e classificandosi undicesimi senza avere alle spalle una struttura societaria come gli altri Club. Questo grazie all’impegno di alcuni nostri soci che hanno reclutato i giocatori per le varie tappe creando un vero movimento All Bluff e incontrando la simpatia ma anche l’ammirazione di tutti i partecipanti per lo spirito dimostrato in campo (ed anche fuori).

La tua famiglia come vive il tuo rapporto con il rugby?
Le mie ragazze non si interessano del rugby. Mia moglie ha cominciato tanti anni fa a seguirlo ma poi ad un certo punto si è stancata. Adesso sopportano tutte quante la mia passione ed il fatto che spesso sono in giro il sabato e anche la domenica. Devo dire che però non so quanto ancora mi sopporteranno!

Hai mai avuto un sogno nel cassetto che non sei mai riuscito a realizzare?
In passato speravo di disputare una partita ad alto livello. Io ho giocato solo nella squadra delle “Riserve” del Petrarca, ovvero la Under 23. Il mio sogno era di giocare una partita con la prima squadra, ma non ho mai avuto le caratteristiche tecniche per riuscirci. Le mie soddisfazioni me le sono prese lo stesso vincendo lo scudetto di categoria nel 1977/78, e non è poco. Allo stato attuale mi piacerebbe organizzare una partita degli All Bluff quale incontro preliminare di un match della nazionale. Sarebbe il massimo giocare prima dell’Italia al Flaminio intrattenendo il pubblico, giocando magari contro il Club del Cucchiaio di Legno inglese. Abbiamo già avviato i contatti.

Grazie Presidente, ti lasciamo continuare a gustare le polpette di prima.
Ormai sono finite. Me le ha fregate il responsabile tecnico degli All Bluff mentre mi intervistavi. Fabio ordina altre polpette! Qui tocca bere un goccio per mandarle giù. Tocca a te ordinare visto che mi hai distratto con l’intervista!

 

 

Grazie Presidente, a buon rendere..

 
 

Ghighi's

 

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