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E’ una giornata piovosa quella chi mi attende a Parma, pioggia fitta e battente che mi ha accompagnato lungo tutto il percorso da Udine sino a qui. Ma ne vale la pena, ho un appuntamento con il Presidente della Federazione Italiana Rugby, la persona che è riuscita a far ammettere l’Italia al Sei Nazioni. Arrivo puntuale ma lui è già li, ad attendermi. Avrei preferito il contrario, ma ormai è fatta!
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Da qui il Presidente comincia a cambiare espressione, diventa più sorridente anche con lo sguardo degli occhi. Comincio ad entrare nella sfera quasi privata. |
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Qual
è stato il più bel giorno della sua vita? E
nello sport? Per
presiedere la F.I.R. ci vuole più passione (cuore da rugbista) o più
determinazione (da manager)? Andreotti
pronunciò una famosa frase: "il potere logora chi non ce l'ha".
Lei che definizione darebbe? Come
si diventa Presidente della F.I.R.? Lo si sogna da piccolo o ci si
trova a farlo lungo il cammino? E
alla fine ne vale la pena? Ci sono più soddisfazioni o amarezze? Ma
lei come è entrato nel mondo del rugby? |
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L'intervista è conclusa; mentre la facevamo il cellulare del Presidente non ha mai smesso di squillare! Telefonate a fiumi e alla fine di ognuna le espressioni del viso erano sempre una via di mezzo tra sopportazione e preoccupazione a seconda del livello della telefonata. Mi permetto di chiedergli: Ma
come fa a coadiuvare lavoro e attività con la Federazione? |
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Sembra più una battuta ironica che una frase a doppio senso : cosa non si fa quando si è ammalati di rugby. E' il momento di congedarsi. Fuori piove ancora, ma lo sguardo del Presidente mi sembra meno uggioso del cielo su Parma. Forse ho sbagliato la prima valutazione: non ha lo sguardo triste, bensì quello di uno che vede quali impegni e doveri dovrà portare avanti nel prossimo futuro vivendoli pienamente a 360°. |
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Ghighi |