Informazioni d'uso

Per il tradizionale Varsity Match, il tempio di Twickenham si riempie fino all’orlo. Di fronte due squadre non eccelse, ma di mediocre caratura tecnica. Indossano però colori ricchi di tradizione: light blue per Cambridge, royal blue per Oxford.

Nel sistema educativo britannico, l’attività sportiva ha sempre ricoperto un ruolo di grande importanza, specialmente nel settore privato dove è più facile ricevere ed amministrare ingenti finanziamenti per strutture sportive

 

Chi gioca

Tra le due più prestigiose ed antiche università del Regno Unito, Oxford è la più antica col primo college fondato nel 1249, mentre Cambridge risale al 1284. Le due università conservano l’arcaica struttura dei colleges: istituzioni indipendenti, ognuno con biblioteca, aule, dormitorio e mensa, regolati da statuti autonomi.

All’interno dei colleges, agli inizi del XIX secolo, ebbero luogo gare di pallone tra squadre di freshers (matricole), che rientravano nei riti della goliardìa studentesca. Le partite erano in realtà degli scontri fisici, dove ad impartire gli ordini erano gli anziani. Ogni college praticava un proprio gioco del pallone, le cui regole venivano associate alla città di residenza. Piano piano avvenne un avvicinamento dei diversi codici, probabilmente per il peregrinare e per il fervore di parte del corpo insegnanti. Fiorirono così il Sheffield Football, il Manchester Football, e più tardi il Rugby Football dei giorni nostri.

Sia Cambridge che Oxford furono leste ad adottare il codice del Rugby Football. Ecco il perché, a parte la sfida agonistica e la secolare rivalità tra le due istituzioni, di tanta esaltazione per una partita di livello tutt’al più mediocre. Le due università si misurano inoltre, ogni anno, in ogni altra disciplina sportiva compresa ovviamente la regata sul Tamigi, The Boat Race (La regata) che gode della diretta tivù, con previsioni, commenti, cronaca, contro-commenti ed opinioni varie. Ma a tenere banco nel calendario sportivo rimane sempre The Varsity Match (La partita tra le università): la partita di rugby, appunto

 

Chi c'é in tribuna

All’incontro assistono per lo più ex studenti delle due istituzioni, avvocati, chirurghi, politici, scienziati, dirigenti e qualche ricercatore di fama mondiale. 

Gli atleti si preparano per settimane e mesi, e per chi scende in campo, il Varsity Match è un punto d’arrivo, non di partenza. Per giocare a Twickenham è d’obbligo passare per un’impressionante scrematura, ma la selezione non garantisce successi futuri. Gli aspiranti devono figurare regolarmente nella prima squadra del proprio college per potere poi essere selezionati. La maglia della prima squadra in generale la si conquista sul campo, ma non va dimenticata la figura del captain: di solito un personaggio intrallazzato nel mondo studentesco ed universitario ed, in fondo, selezionatore unico della compagine.

Per tradizione anglosassone è sempre il capitano a scegliere il XV e non l’allenatore. chi è antipatico al capitano difficilmente gioca in squadra come successe a Phil Davies (centro nella squadra dell’Inghilterra e dei Lions), estromesso per mancanza di «big match temperament». Incredibile!!!!

 

Pensare e dormire rugby

Chi gioca nella Varsity, viene definito un blue (ad esempio Cambridge Blue, dal solo colore rappresentato nella gara. Per cui, anche se rugbysticamente non raggiungesse altro, quel titolo prestigioso lo accompagnerà sempre in modo pregnante nella vita professionale e privata.

Messa in cantiere la squadra, venti giorni prima della gara, si accantonano i libri e si beve, si mangia, si pensa, si dorme rugby, tutti assieme. In cuor loro nessuno degli atleti sa se sarà mandato in campo o meno. I tecnici ed i capitani tengono tutti sulla corda per evitare cali di tensione.

Il cerimoniale è tipicamente anglosassone: foto ufficiale con giacca dell’Università a bavero alzato (per rendere l’idea degli scapestrati) e sciarpa al collo (per mostrare il colore dell’università), viaggio a Londra in treno, attraversamento della città in autobus sino a Richmond e notte trascorsa in un albergo a poca distanza dagli odiati rivali. Per i vincitori la giornata sarà trionfale, i vinti se ne staranno a lungo chiusi negli spogliatoi.

Alla fine un insolito sciame di snob e pseudo-aristocratici si riverserà sulla strada dei pubs di Richmond commentando il «Varsity match» e il primato di Oxbridge tra le due università.

Il sole poi tramonterà per tutti, ma per qualcuno l’alba sarà nera come la notte.

Danny Arati

 

 Scrivici..